
EDITORIALE
Il nuovo inizio è appena cominciato.
di ALESSIO ACCARDO

Quindici anni. Tanto è passato da quel 2011 in cui Fabrique du Cinéma muoveva i primi passi come un’intuizione corsara: connettere i lavoratori del cinema, dare corpo a una comunità che non c’era. Da evento di networking a rivista-manifesto, fino a farsi ecosistema multimediale: la storia di Fabrique è un lungo piano-sequenza che non ha mai staccato lo sguardo dal futuro. Un presidio sul territorio: dai Fabrique Awards ai tanti momenti di condivisione di esperienze e di speranze, tra impegno professionale e spazio ludico (il Fabrique Club, il Fabrique Party, il Fabrique Cafè all’Isola Tiberina, il Cinecamper Fabrique alla Mostra di Venezia, il gemellaggio con The Cineclub, etc.). Un luogo dove il “fare rete” non è uno slogan, ma mestiere artigianale; un magazine che ha trasformato la cinefilia in atto politico e culturale. Una storia di successo il cui merito va attribuito a chi la rivista l’ha concepita, allevata e, nutrita fino a raggiungere la tarda adolescenza in più che discreta salute. Quelli che son restati e coloro che hanno deciso di optare per altri percorsi professionali, cui va il sentito tributo di gratitudine di questa comunità.
Oggi Fabrique non cambia pelle, ma evolve la sua natura. Senza tradire quel capitale di visioni nato dal basso; inizia una mutazione che troverà il suo compimento a luglio, con l’uscita del numero 50: quello della svolta. Ma il battito del nuovo corso è già qui, in questa redazione rinnovata che voglio ringraziare in ordine di apparizione: Barbara Tarricone, Hakim Zejjari, Riccardo Cotumaccio, Emanuele Rauco, Eleonora Anna Bove e Cinzia Cattin. A loro si aggiungono due fuoriclasse come Vilfredo Chicco Agnese e Giovanni Spagnoletti: firme che giustificano e confermano la nostra ambizione. Oltre, naturalmente, ai nuovi Direttori editoriali, Davide Manca e Tommaso Agnese, che si dedicano da sempre a questa avventura con tracimante entusiasmo e con una visionarietà sin temeraria. Hanno infatti deciso di affidarsi al sottoscritto, che lusingato ringrazia col solo modo che conosce: rimboccandosi le maniche per mettere a disposizione di questi giovani colleghi entusiasti il solo capitale che ritiene in cuor suo di possedere: l’esperienza. “Se mi ci attacco e vi cresco – per dirla col Bardo – la messe sarà tutta vostra”.
Il numero che sfogliate è un montaggio serrato di competenze e passione. Dalla Cover Story con Beatrice Savignani (rivelazione nell’ultimo Muccino) all’Orfeo di Virgilio Villoresi, fino al Focus politico sulla riforma del Tax Credit. E ancora: il cuore pulsante dei Fabrique Awards a Trastevere, il duello critico tra le opere seconde di Francesco Sossai e Matteo Oleotto, e una finestra sul mondo del cortometraggio, tra il concorso del The Cineclub e quello del Festival di Berlino. Se le “Pagine Evergreen” ci riportano al fascino delle coproduzioni italo-francesi, il contro-editoriale sulla Berlinale ci ricorda che la critica, per essere tale, deve saper graffiare.
Infine, la forma si fa sostanza: approdiamo su Amazon e Kindle Store, che non è solo un posizionamento di strategia distributiva ma una novità che non esitiamo a considerare rivoluzionaria: grazie al colosso dell’e-commerce, infatti, Fabrique sarà capace di essere diffusa worldwide come dicono quelli che parlano bene; col proposito neanche troppo recondito di realizzarne una versione in inglese in un futuro non troppo remoto.
Il set è pronto, le luci sono accese. Buona la 49^!
