Brava che sei, in esclusiva il nuovo video di Sergio Andrei

    Brava che sei nuovo clip di Sergio Andrei
    Backstage di "Brava che sei", il nuovo clip di Sergio Andrei (ph: Giacomo Frisenda)

    Incontrare Sergio Andrei è come incontrare un vecchio amico. Lo è per me come lo è per Fabrique du Cinéma. Avevamo già avuto il piacere di conoscerlo qualche tempo fa, dal palco di India Estate, in una delle serate più riuscite della nostra rivista.

    Ne è passato di tempo dall’ultima volta, e di cose nel mondo ne sono successe, eppure lo ritrovo con uno spirito rinnovato e ancora quel bisogno di esprimersi, non solo attraverso la sua musica e i suoi testi, ma anche attraverso tutto il corollario, tutto il bagaglio indispensabile di un artista del nuovo millennio. Sergio è le sue canzoni, il suo stile di vestire, un po’ street un po’ retrò, lo puoi riconoscere nei suoi profili social, nelle sue comparsate su Twitch, ma soprattutto nei suoi videoclip.

    Questa è l’occasione per la quale ci incrociamo di nuovo, l’uscita del nuovo singolo Brava che sei della settimana scorsa anticipa la presentazione del nuovo video, che siamo orgogliosi di offrirvi in esclusiva sul nostro sito.

    Il video di Brava che sei è molto cinematografico, come tutte le altre produzioni di Sergio, un po’ per scelta stilistica, un po’ per amicizia, perché quello è il mondo che si porta dietro, fatto di compagni di avventura, soci, amici di vecchia data e professionisti che hanno sposato il progetto di un cantautore giovane e pieno di vita.

    Brava che sei è una storia di violenza, di incompatibilità, di incomprensione, di distanze, tutte parole che Sergio mi recita in un arzigogolo di emozioni scomposte e ricostruite nelle scene di una rissa, in un paesaggio urbano e western, che richiama una famosa scena di Peaky Blinders e la mescola con gli hooligans d’oltremanica, con i manifestanti nostrani, con i volti di una gioventù che confonde amore e guerra e nel farlo produce una smorfia brutta.

    La canzone parla d’amore e di vuoti da colmare, abissi umani in cui ci si perde, relazioni che si incancreniscono dentro a contesti malati, alle suggestioni del nostro tempo, ai palcoscenici in cui recitiamo le nostre vite. Sergio mi racconta il video di Brava che sei a modo suo, del perché ha voluto ingigantire tutto e tradurlo in violenza, metterla come sfondo di un racconto in cui una ragazza e un ragazzo, lui stesso, non si capiscono, in uno scontro tra mille persone e l’intromissione intima di capelli a caschetto e un paio di occhi chiari. Parole che parlano di scelte, scene che mostrano conseguenze. Occhi che si rincorrono, occhi che guardano nel vuoto e si perdono, come le vite che ci sfuggono tra le dita.

    Brava che sei di Sergio Andrei

    E pensare che il video era lì, in cantiere da più di un anno, così come la canzone, che doveva uscire una settimana prima del lockdown. Invece il mondo si è fermato tutto d’un tratto e si sono arrestati i progetti di un album, si è interrotta la musica che era pronta a suonare, le scene girate in cui decine di ragazzi si sfidano e poi si scontrano, si colpiscono, si toccano, si mischiano l’uno sull’altro. E per un anno è sembrato tutto così strano, così distante, così di colpo improponibile, anacronistico. Oggi Sergio decide di tirarlo fuori dal passato e dal cilindro, fresco come il futuro che ci auguriamo e violento come la distanza che vogliamo mettere con il recente passato. Uno squarcio dal mondo che era rimasto in pausa, un calcio in petto al futuro.

    Sergio mi racconta dei nuovi progetti, del prossimo singolo, del video da far uscire a settembre, di nuove storie, di strada da percorrere e una vita, quella di tutti noi, da riprendere in mano. Forse è il momento giusto, intanto ci gustiamo un piccolo gioiello fatto di video e musica.

    Credits

    Con: Gelsomina Pascucci  

    Regia: Ludovico Pascoli

    Direttore della fotografia: Mattia Cursi

    Operatore: Simone Mastronardi

    Aiuto Regia: Andrea Di Giusto

    Direttore Artistico: Giovanni Lo Castro

    Organizzazione: Lorenzo Calderale

    Fotografie e video Backstage: Giacomo Frisenda