Home Francesco Di Brigida

Francesco Di Brigida

Avengers supera il miliardo ma nel frattempo Arrivano i prof

Anche la settimana dal 30 aprile al 6 maggio è stata sotto la totale egemonia di Avengers: Infinity War. Il cinecomic Marvel ha incassato soltanto domenica 786mila euro, mentre in tutta la settimana ne ha raccolti 6 milioni 215mila. La notizia è tuttavia il superamento del miliardo in totale sui box office del globo, anzi, del record di velocità nel raggiungerlo: gli ci sono soluti soltanto 11 giorni. Lo seguono Star Wars: il risveglio della forza e Jurassic World, che ne impiegarono 12 e 13. Tornando ai numeri più “umili” dello scenario italiano, pur con una flessione di 3milioni dalla scorsa settimana – l’esordio era stato di 9 milioni di euro – il blockbuster firmato dai fratelli Russo procede senza rivali la sua corsa stampandosi primo in classifica con 6 milioni 215mila euro d’incasso. Con queste cifre non c’è storia per la concorrenza.

avengers

Semmai la lotta al podio si svolge tutta tra il 2° e il 3° posto. Arrivano i prof è stato il secondo film più visto di ieri (255mila euro d’incasso e 38mila spettatori), lasciando il terzo posto a Loro 1. Nell’arco dell’intera settimana le posizioni erano però invertite, con il film di Paolo Sorrentino al 2° posto a totalizzare 1milione 461mila euro al botteghino. Il dato ci suggerisce l’ascesa prepotente del nuovo film di Ivan Silvestrini, e chissà se e quanto Loro 2, dal 10 maggio in sala, potrà dare manforte al suo episodio precedente. Al 4° gradino abbiamo Escobar – Il fascino del male. Il biopic sul narcotrafficante tiene botta durante questa magra cinematografica portando a casa altri 835mila euro, con quasi 122mila spettatori che gli hanno dato fiducia.

Il 5° e il 6° posto sono delle new entry, americane, manco a dirlo, Game Night e L’isola dei cani. Rispettivamente distribuiti dalle major Warner Bros. e 20th Century Fox, totalizzano nella loro prima settimana 550mila e 430mila euro, con una distanza piuttosto forte che evidenzia come sia vincente per il pubblico nostrano l’appeal del cinema spensierato e scoppiettante su quello autoriale, visionario e di qualità. I due titoli hanno mantenuto le stesse posizioni anche domenica, mentre al 7° posto della settimana si è piazzato Rampage – Furia animale, subito seguito dalla commedia italiana Tu mi nascondi qualcosa all’8° e A Beautiful Day al 9°. Per questi titoli c’è da registrare la discesa di Rampage: 8° posto domenicale a favore dell’ascesa degli altri due.

loro

Chiude la sua settimana con il 10° posto Sherlock Gnomes, che però si è lasciato scalzare la posizione nella giornata di ieri a favore del nuovo ingresso in classifica di Cosa dirà la gente. Family-drama attualissimo della Lucky Red, il film norvegese rappresenta lo sguardo sociale della classifica di oggi. Posto che il flusso Avengers: Infinity War in questo momento del nostro cinema è un risultato incontrastabile, tra le uscite imminenti di nuovi titoli italiani, gli unici che potrebbero fronteggiare bene il botteghino contendendosi le parti basse del podio sono Tonno spiaggiato, con Frank Matano, e l’annunciatissimo Loro 2. Anche se come terzo incomodo potrebbe rivelarsi Si muore tutti democristiani.

Box Office – Dal: 30/04/2018 Al: 06/05/2018

PosizioneFilmNazioneDistributoreIncassoPresenze
1AVENGERS: INFINITY WAR – 3DUSAWalt Disney€ 6.215.451875.133
2LORO 1ITAUniversal€ 1.461.497221.376
3ARRIVANO I PROFITA01 Distribution€ 1.117.626168.773
4ESCOBAR – IL FASCINO DEL MALE (ESCOBAR) (LOVING PABLO)ESPNotorious Pictures€ 835.531121.920
5GAME NIGHT – INDOVINA CHI MUORE STASERA?USAWarner Bros.€ 555.54180.891
6L’ISOLA DEI CANI (ISLE OF DOGS)USA20th Century Fox€ 430.72964.611
7RAMPAGE – FURIA ANIMALEUSAWarner Bros.€ 219.35332.499
8TU MI NASCONDI QUALCOSAITAEagle Pictures€ 195.62032.043
9A BEAUTIFUL DAY (YOU WERE NEVER REALLY HERE)GBREuropictures€ 142.23821.409
10SHERLOCK GNOMESUSA20th Century Fox

 

Box Office – Domenica 06/05/2018

PosizioneFilmNazioneDistributoreIncassoPresenze
1AVENGERS: INFINITY WARUSAWalt Disney€ 785.932107.448
2ARRIVANO I PROFITA01 Distribution€ 255.16838.464
3LORO 1ITAUniversal€ 247.15235.818
4ESCOBAR – IL FASCINO DEL MALE (ESCOBAR) (LOVING PABLO)ESPNotorious Pictures€ 130.32718.326
5GAME NIGHT – INDOVINA CHI MUORE STASERA?USAWarner Bros.€ 106.00615.394
6L’ISOLA DEI CANI (ISLE OF DOGS)USA20th Century Fox€ 102.56415.115
7A BEAUTIFUL DAY (YOU WERE NEVER REALLY HERE)GBREuropictures€ 32.8594.876
8RAMPAGE – FURIA ANIMALEUSAWarner Bros.€ 32.3814.608
9TU MI NASCONDI QUALCOSAITAEagle Pictures€ 29.8654.745
10COSA DIRA’ LA GENTE (HVAD VIL FOLK SIGE)NORLucky Red€ 29.5284.872

 

I film del weekend sull’isola dei cani e sul continente

Vanno in diverse direzioni i nuovi film in sala questo fine settimana. Dopo la guerra, co-produzione italiana, francese e belga per la regista esordiente Annarita Zambrano, prende la sua vicenda da quelle di cronaca intorno all’omicidio Biagi e al terrorismo di fuggitivi alla Battisti. Decostruita la realtà, la Zambrano imposta il suo personale pastiche drammatico intorno a una famiglia divisa da un grave crimine concentrandosi sulle conseguenze che pagano i familiari del colpevole, pur innocenti. Così, il Giuseppe Battiston ex-terrorista rosso rifugiato in Francia diventa improvvisamente fuggiasco per una nuova legge che gli nega protezione dalla giustizia italiana. La sorella dalla vitalità infranta ha il volto di Barbora Bobulova, mentre la figlia adolescente è interpretata da un’attrice nuova ed energica d’oltralpe, Charlotte Cétaire. I duri cardini narrativi di un tema scottante sono levigati da una regia femminile determinata più verso il fattore relazionale ed emotivo che non su quello documentale, ma la forma estetica che prende è quella di un avvincente noir politico a sfondo familiare.

Con Arrivano i prof passiamo a un titolo più colorato di quanto si pensi. Ivan Silvestrini è un regista giovane che sta esplorando i generi e le proprie qualità. Apertura mentale e professionale non sono sempre scontate nel nostro cinema. Lo stile adottato per questa storiella della classe malandata ondeggia tra il cartoon e il telefilm pomeridiano per teenagers. Claudio Bisio gongola insieme a Lino Guanciale come prof pasticcione per antonomasia, mentre Maurizio Nichetti offre una caratterizzazione quasi muta di un Archimede scolastico sempre invischiato tra esperimenti chimici e modi clowneschi. Dall’altra parte della cattedra Rocco Hunt esordisce sul set con un pluri-ripetente bullo fuori e rapper dentro. Da segnalare la prof con il volto espressivo e promettente dell’ex-Miss Italia Giusy Buscemi. Molto prevedibile nel finale zuccheroso, il film di Silvestrini racconta sì di un liceo, ma si rivolge principalmente a ragazzini molto più piccoli per linguaggio e trovate sempliciotte con risultati spesso sconclusionati. La verità è che rispetto ai film ai quali guarderebbe Arrivano i prof i perdenti destinati al faticoso trionfo hanno poca anima e stentano a sbocciare, così il loro recupero nel finale diventa forzato, non frutto di una crescita dei personaggi strutturata narrativamente.

Passando ai prodotti americani c’è da togliersi il cappello per il nuovo quasi capolavoro di Wes Anderson. Perché quasi? Perché il finale, lunghissimo seppure sensato, reitera una serie di situazioni che potevano accorciarsi. Allo stesso tempo è così ben girato che al ragazzaccio del Texas che guarda il cinema come un europeo glielo si perdona. Anzi, la caratteristica del diluire storie potrebbe farne anche un ottimo narratore per serie tv un giorno. Animazione in stop-motion di pupazzi meravigliosamente strapazzati, questa volta siamo in un Giappone futuribile e intossicato dall’inquinamento dove i cani sono diventati portatori di ogni malattia e per questo confinati quando non soppressi. L’isola dei cani è la storia di un ragazzo giunto sull’isola-discarica al largo di una megalopoli per cercare il suo amico. Anderson lo veste come un astronauta e la sottile parodia al Pianeta delle scimmie non passa inosservata. Sublime estetica delle simmetrie maniacali, regia macchinica, aplomb umoristica irresistibile, colori e animazioni strabilianti come un circo e ritmo narrativo puntuale come un carillon sono un toccasana per gli occhi e il cuore. Spesso si parla in giapponese e i culturemi orientali invadono allegramente lo schermo, anche quando scattano quei ritmi marziali che vorrebbero incutere timore.

Infine, è necessario segnalare A beautiful day. Dargli del nuovo Taxi Driver forse è un po’ azzardato, visto che presenta scansioni, visioni e mood più vicini al cinema di Nicolas Winding Refn. Ad ogni modo abbiamo l’eroe scuro e solitario con le spalle ricurve e la faccia barbuta di Joaquin Phoenix. L’ex-combattente ora fa il mercenario urbano, risolvendo casi in maniera “brutale”. Dovrà riportare la figlioletta rapita di un uomo importante, ma gli si ritorcerà tutto contro, inevitabilmente. Pochissime parole e tanti fatti nel film quasi muto che è stato premiato al Festival di Cannes per Miglior sceneggiatura e Miglior interpretazione maschile. Tra colori acidi e una violenza che disturba quasi più nei suoi risvolti psicologici che per l’efferatezza schermica, la regista Lynne Ramsay propone notti metropolitane tentacolari e nature diurne salvifiche ma impotenti. “Davanti all’ingiustizia può solo una violenza maggiore”, sembra sussurrarci fermamente ogni scena. Tutto è impeccabilmente ordinato nel suo film, ma la follia del buono ossessionato e la perversione di un sistema corrotto fino al midollo fanno da padroni in questo viaggio allucinante dal male alla tentata redenzione.

Loro 2, il film che ci scuoterà come un terremoto

In bene o in male, quando torna al cinema Paolo Sorrentino riesce sempre a far discutere e a scaldar gli animi. Che si tratti dei detrattori più corrosivi o degli aficionados più mielosi. Stavolta più che mai le coscienze si sentono messe a scacco. Abbiamo finalmente completato la visione di questa lunga allegoria su Berlusconi con Loro 2 e, come nel primo tempo (o film se preferite), contrastanti emozioni si sono rincorse al pari delle scene formalmente trionfanti ma metaforicamente stratificate come una torta setteveli che si stampa prepotentemente sul palato. E da qualunque parte stiate, si tratta del completamento di un geniale film commerciale ben vestito e impomatato da film d’arte.

Quasi tutta la vicenda del presidente senza aziende (conflitto d’interessi docet) continua a svolgersi nella sua villa in Sardegna, che il regista elegge a non-luogo cinematografico per farne la sua tavolozza più malleabile. Tutto si svolge intorno alla crisi matrimoniale e alla nuova trovata di portare all’opposizione 6 senatori della maggioranza per tornare in sella al governo. Satellite narrativo parecchio ridimensionato invece il Riccardo Scamarcio faccendiere dalle escort facili. Elena Sofia Ricci, dal canto suo, con una Veronica Lario sfaccettatissima, spezza le catene della depressione col divorzio. Intorno a lei Sorrentino costruisce il personaggio non solo migliore, ma meglio equilibrato tra metafora e copione con dialoghi fulminanti e incontrovertibili contro il marito. Grande connubio di teatralità in parole e immagini.

A questo proposito non viene abbandonata la strada dell’allegoria teatrale coltivata in punta di lattice da Toni Servillo, che fa turbinare al meglio il suo Silvio oratore proprio contro Veronica. Addirittura, in una lunga telefonata notturna da finto venditore immobiliare, l’attore abbandona per un po’ la parlata milanese astraendosi dalla cadenza berlusconiana. “L’altruismo è il miglior modo per essere egoisti”: si lascia sfuggire in un altro momento, forse una chiave di lettura anche per l’interpretazione a volte personalistica di Servillo. D’altro canto, ad esser detrattori, si potrebbero interpretare le debolezze nella cadenza milanese come un limite attoriale frutto di un mancato studio sul personaggio e farne un’accusa. Pure su questo si discuterà non poco. Ma viva Dio quando un film scuote gli animi e scontra le opinioni. Nel bene o nel male significa energia che viene trasmessa al pubblico, quindi ricircolo delle emozioni.

La deriva morale di Loro resta comunque la nostra per un motivo molto semplice. Come nel primo tempo, è e sarà una buona percentuale di pubblico ad aver votato almeno una volta quel politico. Il senso di colpa dello spettatore non è solo sordo, ma silenzioso e imbarazzato, nell’aver permesso, in democrazia, un certo piegarsi degli eventi col proprio piccolo voto. Che quel voto sia stato convinto, svogliato, sognante, innamorato di speranze o chissà cos’altro, quel Loro non siamo direttamente Noi, è vero, perché si tratta di una élite. Ma solo indirettamente e in parte sì, quella è una nostra essenza che forma l’ethos del popolo italiano negli ultimi decenni: lo sfrenato desiderio che Sorrentino, come un profumiere, ha estratto da pile di cronaca per la sua nuova fragranza cinematografica.

In mezzo c’infila note anche comiche. Stempera il trailer tv di Congo Diana, una strampalata serie da Canale Cinque che sembra fare affettuosamente il verso a Boris. Rimangono salace punteggiatura le scenette sul servitore calvo che si comporta come un riservato Alfred con il suo Batman. Farebbe sorridere anche la coreografia sempliciotta del Menomale che Silvio c’è con le escort. Ma ovunque si rida o si ridacchi, ci è sempre riservato un angolo imbevuto di vergogna. Poi si arriva a toccare anche la tragedia assoluta tirando in ballo il terremoto del 6 aprile 2009 che distrusse L’Aquila. Anche qui un paio di sorrisi inaspettati di cui non sveleremo i dettagli ci vengono pizzicati dall’istrione Silvio/Servillo. Ma la via, in questo frangente, tra macerie e facce tramortite è quella del dolore. Più omaggio o speculazione narrativa? Al pubblico l’ardua sentenza.

Merito dell’autore napoletano è il raccontare, immaginandolo, il midollo più umano, ridicolo e colpevole della storia di uomo potente astraendolo dal tempo e rinfilandocelo come un ago arzigogolato di significati. Ma il tempo, quello vero, è tiranno, e la scelta di tema e personaggio pesano oggi come piombo sulle sue spalle. Ma Sorrentino si conferma un artista nel forgiarne leggere farfalle. Come per Il divo, il futuro senza il vero protagonista (scevri dal volergliene) sarà il vero orizzonte di una comprensione sedimentata di Loro.

https://www.youtube.com/watch?v=vzs5-MDjG_k

Gli Avengers conquistano la vetta e Sorrentino secondo

Come poteva essere prevedibile, al box office della settimana le 600 sale di Loro 1 non hanno potuto scalfire il risultato delle 900 messe a ferro e fuoco da Avengers: Infinity War. In tempi d’incassi magri e con la complicità di una primavera sempre più calda, gli spettatori italiani si sono lasciati portare al cinema principalmente dal blockbuster che sta mietendo record. Nel mondo ha raccolto 630 milioni di dollari e la scalata al miliardo si fa sempre più minacciosa. Per il film Marvel la prima posizione segna per l’Italia 9 milioni di euro in soli 5 giorni di programmazione. Alla pesa, il risultato della drammaturgia in forma di cinecomic stelle e strisce è significativo anche alla luce delle seguenti 9 posizioni, che hanno totalizzato nella settimana dal 23 al 29 aprile soltanto 4,3 milioni di euro: neanche la metà degli Avengers.

Tra i nove a seguire c’è anche Loro 1, il principale competitor. Balzato subito al 2° posto lasciandosi dietro il vecchio podio e qualche nuova uscita, il primo capitolo del nuovo lavoro firmato Paolo Sorrentino totalizza 1 milione 710mila euro. Subito dopo viene Escobar – Il fascino del male. I biglietti staccati per il totale di 1 milione 121mila euro lo fanno restare ancora avanti a Rampage – Furia Animale, che in una lenta uscita dalle programmazioni incassa 358mila euro e scivola al 4° posto. Nuovo inquilino della top 10 è Tu mi nascondi qualcosa, con Rocco Papaleo. Commedia smemorata e dai molteplici sentimenti, esordisce in classifica con un 5° posto e 244mila euro incassati. Io sono Tempesta scivola dal 3° al 6° posto. Seppur dimezzando le sue cifre (dai 452mila agli attuali 213mila euro) respinge ancora i gorghi da fondo classifica.

Entra invece ufficialmente tra i più visti della settimana Earth – Un giorno straordinario. Il film evento accompagnato dalla voce narrante di Diego Abatantuono nei suoi 3 giorni di programmazione ha totalizzato 211mila euro fermandosi al 7° posto. All’8° e 9° non mollano Ghost Stories e Nella tana dei lupi, rispettivamente con 158mila e 143mila euro registrati al box office. Chiude al 10° posto Molly’s Game, un po’ biopic un po’ thriller d’azzardo mal riuscito, e miracolato dalla presenza di Jessica Chastain, ottiene più del meritato a discapito di nuove uscite italiane come Youtopia e Nato a Casal di Principe, purtroppo rimasti indietro.

escobar

Un’annotazione per la classifica di ieri la dobbiamo a Sherlock Gnome e Ready Player One 3D. Entrambi s’intrufolano in una chart sostanzialmente identica a quella settimanale. Ma se il primo si rivela film per grappoli di genitori e figli da guardare principalmente nei pomeriggi domenicali (al 7° posto del giorno), il secondo, al 10° piazzamento del weekend, sembra l’ultimo saluto di Spielberg alla classifica, nonostante l’arma tecnologica del 3D.

Il Primo Maggio vedrà uscire nuovi titoli, tra cui l’attesissimo L’Isola dei Cani. Il nuovo lavoro di Wes Anderson, già osannato a Berlino, potrebbe essere l’americano ad arpionare qualche titolo sul podio. Mentre per l’Italia i nuovi film di Ivan Silvestrini e Annarita Zambrano potrebbero puntare a sostituire in classifica i vari Giallini, Germano e Papaleo.

Box Office – Dal: 23/04/2018 Al: 29/04/2018

PosizioneFilmNazioneDistributoreIncassoPresenze
1AVENGERS: INFINITY WARUSAWalt Disney Italia€ 9.055.0741.232.116
2LORO 1ITAUniversal€ 1.710.606253.604
3ESCOBAR – IL FASCINO DEL MALE (ESCOBAR) (LOVING PABLO)ESPNotorious Pictures€ 1.121.781169.008
4RAMPAGE – FURIA ANIMALEUSAWarner Bros Italia€ 358.64254.464
5TU MI NASCONDI QUALCOSAITAEagle Pictures€ 244.05639.091
6IO SONO TEMPESTAITA01 Distribution€ 212.85334.808
7EARTH – UN GIORNO STRAORDINARIO (EARTH: ONE AMAZING DAY)GBRKoch Media€ 211.48832.059
8GHOST STORIESGBRAdler Entertainment€ 158.53623.875
9NELLA TANA DEI LUPI (DEN OF THIEVES)USAUniversal€ 143.29323.603
10MOLLY’S GAMEUSA01 Distribution€ 131.07021.192

 

Box Office – Domenica 29/04/2018

PosizioneFilmNazioneDistributoreIncassoPresenze
1AVENGERS: INFINITY WARUSAWalt Disney Italia€ 2.028.673276.025
2LORO 1ITAUniversal€ 356.53751.775
3ESCOBAR – IL FASCINO DEL MALE (ESCOBAR) (LOVING PABLO)ESPNotorious Pictures€ 248.33635.478
4RAMPAGE – FURIA ANIMALEUSAWarner Bros Italia€ 86.58312.558
5TU MI NASCONDI QUALCOSAITAEagle Pictures€ 79.28712.567
6IO SONO TEMPESTAITA01 Distribution€ 45.4867.168
7SHERLOCK GNOMESUSA20th Century Fox Italia€ 37.1106.041
8NELLA TANA DEI LUPI (DEN OF THIEVES)USAUniversal€ 31.3054.856
9GHOST STORIESGBRAdler Entertainment€ 29.3514.102
10READY PLAYER ONE – 3DUSAWarner Bros Italia€ 25.9683.743

Loro 1, Youtopia, Avengers e l’outsider del weekend

Tra la mondezza che vola sui Fori Imperiali tramutata in pioggia di colorate caramelle all’MDMA e le canzonette dietro l’angolo (vedi l’Apicella di Giovanni Esposito e il cameo di Fabio Concato) questo Loro 1 assume una postura cinematografica che potrebbe farci tentennare sardonicamente sull’hashtag #LoLoLoro. È solo una provocazione, ovvio, il nuovo film di Paolo Sorrentino non è un musical à la La La Land e tantomeno vorrebbe avvicinarcisi. Invece segna un nuovo Toni Servillo Show che si attarda un po’ ad arrivare giusto perché il lungo prologo di donnine e cocaina varrà probabilmente anche per Loro 2. Primo tempo di una trovata geniale per raddoppiare gli incassi e trattenere i tagli del montatore Cristiano Travaglioli, Loro 1 rivolge il suo pronome al ghota intorno a Silvio Berlusconi, il cerchio magico di potere incontrastabile al quale aspirano dal lato politico il simil-Bondi di Fabrizio Bentivoglio e quello mondano di Riccardo Scamarcio sotto la burattinaia di escort simil-Sabina Began di una Kasia Smutniak mai così noir. Sorrentino mette i brividi tra sesso e sorrisi, stende sul pubblico un senso di colpa per il voto di anni e ce lo stira addosso infarcendo la sua nuova mitologia estetica di parodie italiote. Film di costume su un oggi ancora in itinere, capiremo davvero Loro soltanto a distanza di anni, quando la storia ci avrà allontanati e raffreddati da questa epoca.

Restando in bilico sul tema del sesso come moneta di scambio, allunghiamo il piede su Youtopia, regno virtuale nel quale si rifugia Matilde con il suo sconosciuto spasimante. Ma la realtà, più cruda che mai, anzi inesorabile come una banca, vuole far perdere la casa a sua madre se non verranno saldati i forti debiti in poche settimane. Così il romantico web si trasforma in squallido mercato delle grazie: farsi guardare nuda a pagamento non basterà, così la verginità finisce all’asta. Nel film anche Alessandro Haber: l’equilibrio spietato raggiunto col suo farmacista alto-borghese dai laidi capricci sessuali si annovera tra i suoi personaggi più riusciti e disturbanti. Matilda De Angelis regge il ruolo della protagonista con testa e cuore, e insieme a una splendidamente stropicciata Donatella Finocchiaro compone un duo madre-figlia di quelli da ricordare. L’autore Berardo Carboni mette insieme un pastiche originale e visionario tra reale e virtuale. Mai volgare seppur di erotismo insano. Aperto a molteplici letture, questo è il nuovo cinema italiano di cui abbiamo bisogno. Segnalazione a margine per Federico Rosati, caratterista abruzzese che ha modellato il perverso e surreale braccio destro di Haber come fosse un manga uscito dalla fantasia di Takashi Miike.

Veniamo all’outsider della settimana: Nato a Casal di Principe. Vi ricordate dei Ragazzi del muretto? Uno di loro era fidanzato con una compagna di classe. Era un duro, un po’ testone, forzuto ma buono come il pane. In realtà a quell’attore partenopeo, negli anni ottanta, sparì il fratello. Un ragazzo che aveva frequentato compagnie sbagliate. Niente rapimenti per una famiglia normale, onesta, ma solo vuoto silenzio durato anni in una bolla di corruzione camorrista. Amedeo Letizia oggi è l’uomo che ha prodotto questo film ripercorrendo coraggiosamente il suo vero passato e Alessio Lapice, ventisettenne, è l’attore che lo interpreta. Una storia di vendetta giovanile, l’irresponsabilità scontrata con le preoccupazioni genitoriali, i volti di Massimiliano Gallo e Donatella Finocchiaro (ancora madre in situazioni difficili) ad arginare l’impulsività del figlio maggiore. Il tutto viene sapientemente narrato con la macchina da presa di Bruno Oliviero. Regista puro, Oliviero trasla questa storia scomoda e dolorosa in un film verità che sbatte sull’anima e mostra un punto di vista inedito delle vittime di camorra. Piccolo film di profonda civiltà fuori dai denti, andrebbe mostrato anche e soprattutto ai giovani, e perché no nelle scuole, per dare luce e giustizia a vittime sconosciute della criminalità organizzata uscendo per una volta dai conclamati stereotipi alla Gomorra.

Giungiamo infine al blockbuster per eccellenza, o sfinimento se preferite, Avengers: Infinity War. Siamo al terzo capitolo della saga, 19° film Marvel dal 25 aprile al cinema, 900 sale e ad oggi oltre 3 milioni di euro incassati solo in Italia. Fa il pieno di numeri anche sul set, con 24 personaggi interpretati da star di Hollywood, e soprattutto, come uno schiacciasassi per la noia, dura “appena” 2 ore e 40. Stavolta i Vendicatori affrontano Thanos, alieno supercattivo col vizietto del genocidio inflitto qui e là nell’universo. Riusciranno i nostri eroi a sfilargli dalla mano il guanto metallico forgiato per contenere le 6 Gemme dell’Infinito? Mastodontico, denso di azione oltre le fantasie più megalomani dei fan, drammatico seppur venato di godibili siparietti grazie ai Guardiani della Galassia, qui confluiti a dar man forte, la Marvel riesce a mettere in ordine e scorrevolezza tripudi di battaglie e supereroi catapultandoci da un pianeta all’altro creando pure legami razionali con gli altri film, non solo i precedenti. Evidentemente non saranno in molti a perderlo, ma varrebbe la pena per il pubblico, prima di comprare il biglietto, di riflettere anche sulle storie italiane che in questo fine settimana sono pronte a dar battaglia al Golia americano, e intrattenimento di qualità agli spettatori.

Earth boom domenicale ma Escobar conquista la vetta

Più di dieci nuovi titoli hanno rimpinguato le sale in questo weekend. Uno di questi è Earth – Un giorno straordinario. Il documentario prodotto dalla BBC per la versione italiana distribuita da Koch Media ha la voce narrante di Diego Abatantuono. Un film per famiglie che tra le avventure quotidiane di bradipi, panda, pinguini e animali poco conosciuti come narvali, vermi luminosi ed effimere segue lo spettacolare ciclo delle 24 ore di vita sul Pianeta. Doc evento in sala dal 22 al 24 aprile, soltanto nelle sue prime 24 ore di programmazione Earth – Un giorno straordinario ha conquistato il 3° posto domenicale rimanendo però fuori dalla classifica settimanale. 84mila euro d’incasso e 12mila presenze sono il suo punto di partenza.

Allo stesso posto di settimana scorsa abbiamo invece Io sono Tempesta, fiore all’occhiello della 01 Distribution che nei sette giorni tra il 16 e il 22 aprile ha incassato 452mila euro con 80mila spettatori. Al 2° posto si aggrappa Rampage – Furia animale. Il blockbuster di mostri giganti domati da The Rock ha incassato 749mila euro portando in sala quasi 121mila spettatori, e flettendo del circa 40% nella sua seconda settimana italiana. Invece si è imposto subito con un 1° posto il crime griffato voluto da Javier Bardem e signora. Escobar – Il fascino del male ha incassato 956mila euro portati da oltre 141mila spettatori nella sua prima settimana di sala.

escobar

Guardando la classifica dal basso ci s’imbatte con l’ultimo posto raggiunto da Molly’s Game. Solo 160mila euro d’incasso e 25mila spettatori sono un campanello d’allarme per un biopic d’autore forte di una grande protagonista e con ben altre speranze. Al 9°, per la terza settimana consecutiva tra i più visti, resta invece il thriller delle nevi I segreti di Wild River, mentre fa il suo ingresso Ghost Stories, al cinema dal 19 aprile esordendo all’8° posto settimanale con 185mila euro e quasi 28mila spettatori.

New entry anche Il tuttofare, la commedia esilarante con Sergio Castellitto e Guglielmo Poggi inizia la sua vita in sala con un 7° posto della settimana, ma col presagio di un flop economico insperato e immeritato di 189mila euro. C’è poi Maria by Callas, un altro documentario evento, stavolta della Lucky Red, proiettato dal 16 al 18 aprile. Tre soli giorni che gli sono valsi il 6° posto settimanale con 237mila euro di biglietti venduti e oltre 27mila spettatori.

Guglielmo Poggi ne Il tuttofare

Il 5° e il 4° posto sono occupati da due americani, rispettivamente Ready Player One, con un bottino settimanale di 279mila euro e Nella tana dei lupi, forte – ma neanche troppo, visto il trend generale piuttosto basso – dei suoi 287mila euro d’incasso. Questa settimana arriveranno sul grande schermo i giganti della Marvel con Avengers – Infinity War, e, speranza per la produzione italiana, Loro 1 di Paolo Sorrentino. Senza contare i nuovi outsider nostrani Youtopia, Nato a Casal di Principe, Tu mi nascondi qualcosa e il doc dell’Istituto Luce Terra bruciata.

Box Office – Dal: 16/04/2018 Al: 22/04/2018

PosizioneFilmNazioneDistributoreIncassoPresenze
1ESCOBAR – IL FASCINO DEL MALE (ESCOBAR) (LOVING PABLO)ESPnotorious pict. s.p.a.€ 956.710141.532
2RAMPAGE – FURIA ANIMALEUSAwarner bros italia s.p.a.€ 749.513120.913
3IO SONO TEMPESTAITA01 distribution€ 451.96579.923
4NELLA TANA DEI LUPI (DEN OF THIEVES)USAl. red/universal€ 287.19248.058
5READY PLAYER ONEUSAwarner bros italia s.p.a.€ 279.29545.403
6MARIA BY CALLASFRAlucky red distrib.€ 237.32227.576
7IL TUTTOFAREITAvision distribution€ 189.08831.162
8GHOST STORIESGBRadler entertainment s.r.l.€ 185.79227.719
9I SEGRETI DI WIND RIVER (WIND RIVER)USAeagle pictures s.p.a.€ 184.80231.221
10MOLLY’S GAMEUSA01 distribution€ 160.17525.711

 

Box Office – Domenica 22/04/2018

PosizioneFilmNazioneDistributoreIncassoPresenze
1ESCOBAR – IL FASCINO DEL MALE (ESCOBAR) (LOVING PABLO)ESPnotorious pict. s.p.a.€ 243.09434.931
2RAMPAGE – FURIA ANIMALEUSAwarner bros italia s.p.a.€ 127.89718.823
3EARTH – UN GIORNO STRAORDINARIO (EARTH: ONE AMAZING DAY)GBRkoch media s.r.l.€ 84.31111.199
4IO SONO TEMPESTAITA01 distribution€ 76.28712.352
5IL TUTTOFAREITAvision distribution€ 54.8528.888
6GHOST STORIESGBRadler entertainment s.r.l.€ 42.3426.081
7READY PLAYER ONEUSAwarner bros italia s.p.a.€ 41.6026.071
8MOLLY’S GAMEUSA01 distribution€ 39.6136.073
9NELLA TANA DEI LUPI (DEN OF THIEVES)USAl. red/universal€ 38.9326.017
10SHERLOCK GNOMESUSA20th century fox italia s.p.a.€ 37.3206.337

I film del weekend: Escobar affascina Javier Bardem

Il 19 aprile riserva un’ampia scelta tra le uscite al cinema. Escobar – Il fascino del male è l’ennesima trascrizione biopic sul celebre narcotrafficante, che stavolta ha irretito col suo fascino Javier Bardem, qui protagonista e produttore. Il lavoro di Fernando León de Aranoa è dignitoso, ma si piega a forti ellissi che capiranno meglio gli spettatori di Narcos, la serie Netflix. Da questa, il film si discosta rispettando di più la realtà dei fatti. A parte la performance monolitica di un Bardem molto vicino alle reali fattezze del boss, la novità sta nel punto di vista di Virginia Vallejo, giornalista e amante di Escobar che contribuì alla sua caccia all’uomo. La interpreta senza troppi entusiasmi Penélope Cruz.

https://www.youtube.com/watch?v=F3tk78OQvj4

Se Escobar – Il fascino del male parla, più che di soldi e droga, del potere e soprattutto dell’amore, François Ozon con il suo Doppio amore scandaglia il desiderio di una donna, che conquista prima il suo analista e poi il suo gemello cattivo. Mistery dall’erotismo alle volte sfacciato ma narrativamente sensato, si propone ad un pubblico maturo e disposto a sensazioni forti. Il tema del doppio, la psiche a specchio e i mille sviluppi che possono derivarne non sono nuovi nella storia del cinema, ma Ozon li confeziona in un discreto gioco d’intrattenimento. Estetica algida ma raffinata, è molto più cerebrale di quanto sembri.

Si presenta come thriller psicologico anche la buona sorpresa italiana Parlami di Lucy, dove il focus riguarda però il rapporto tra una donna (interpretata da Antonia Liskova), il passato di suo marito e in particolare la loro bambina problematica. È il primo film di finzione del documentarista Giuseppe Petitto, regista premiato in numerosi festival nel mondo e scomparso nel 2015 a causa di un incidente stradale. Uno sguardo registico che sa mescolare con equilibrio e razionalità elementi come il dramma familiare e la storia di ombre e paure profonde, pizzicando con leggerezza qualche nota horror. In più la protagonista Liskova dimostra grande pregio nella sua parte, mentre sullo sfondo una natura boscosa e invernale regala al racconto un taglio estetico molto efficace.

Un viaggio nel mistero ce lo fanno fare anche Jeremy Dyson e Andy Nyman, autori di Ghost Stories. Un professore scettico del sovrannaturale dovrà dimostrare la falsità di tre casi irrisolti. Lo stesso Nyman lo interpreta con una matericità venata di bizzarria che lo infila, da un punto di vista attoriale, in un impensabile cortocircuito tra Philip Seymour Hoffman e il nostro Max Bruno. Impossibile non paragonare la struttura del film al Racconto di Natale di Dickens, ma qui l’indagatore scettico, e non spilorcio, dovrà confrontarsi con le oscurità dell’animo umano e di passati dagli inaspettati ritorni. Ispirato agli horror inglesi anni ’70, il film si può fregiare anche della partecipazione di un Martin Freeman che fa scintille.

Oltre al biopic Escobar – Il fascino del male, arriva in sala anche Molly’s Game. Il regista Aaron Sorkin tratta questa storia ispirata alla vera vicenda di un’organizzatrice di partite di poker poco legali tra facoltosi industriali e attori di Hollywood come fosse una saga di gangster movies con DeNiro. Le due ore e venti di durata tirano troppo in avanti un’incolpevole Jessica Chastain, unica protagonista sulla quale pesa tutto il film. Il tentativo era di esplorare la sconfitta, la rinascita e la coriaceità di una donna talentuosa ma cresciuta da un padre durissimo, interpretato da Kevin Costner. Nel complesso il pastiche poteva appassionare molto di più ma la diluzione ossessiva stravolge, più che l’opera, lo spettatore.

Torniamo in Italia, precisamente a Roma, per Il tuttofare. La commedia dello sceneggiatore Valerio Attanasio, alla sua prima volta dietro la macchina da presa, è sicuramente la rivelazione tra le uscite della settimana. Questo avvocato truffaldino e il suo stagista servente strappano risate con classe e intelligenza, destreggiandosi in una storia di attualissima satira su giovani e lavoro. Sergio Castellitto rimette in funzione ogni rotella comica a sua disposizione (ne sentivamo la mancanza), costruendo un istrione stupefacente. Il suo Sancho Panza metropolitano non gli è da meno: attor giovane con parlantina e tempi comici perfetti, Guglielmo Poggi lo sostiene da meravigliosa spalla. Ossigeno per il cinema italiano.

Rampage vola ma Van Gogh è la rivelazione

In una stagione cinematografica non brillante, ma soprattutto nel periodo primaverile che segna inevitabilmente flessioni di presenze in sala, una licenza sul termine “vola” potremmo permettercela parlando di Rampage. Il blockbusterotto Warner che riprende l’omonimo videogioco di mostri distruttivi, e al cinema dal 12 aprile, si è portato subito al 1° posto nella classifica settimanale totalizzando 1milione 255mila euro compreso il weekend. Nella tana dei lupi, action-thriller con Gerard Butler e 50 Cent, gli ha dovuto cedere il posto scendendo al secondo con 793mila euro d’incasso. Il “volo” di Rampage sta proprio in quella distanza di 450mila euro.

Com’era prevedibile, ha scalato subito la classifica anche Io sono Tempesta. La commedia con Marco Giallini mattatore va al 3° posto totalizzando 790mila euro. Di un soffio dietro alla seconda posizione settimanale. Ma avendone incassati soltanto domenica 299mila conquistando il secondo posto giornaliero, forse la sua crescita non è ancora finita. Ready Player One scivola al 4° con 768mila euro d’incasso per la sola settimana tra il 9 e il 15 aprile, ma totalizzando finora in tutto il mondo 475milioni di dollari. Sono in discesa anche i due thriller I segreti di Wind River e A quite place, rispettivamente al 5° e al 6° posto.

van gogh tra il grano e il cieloIl caso della settimana è sicuramente Van Gogh – Tra il grano e il cielo. Il documentario distribuito in Italia dalla Nexo Digital è stato proposto come uscita evento e nei suoi giorni di programmazione, dal 9 all’11 aprile, portando in sala oltre 46mila spettatori e totalizzando 417mila euro al box office. Vale un 7° posto. Le uscite spot di pochi giorni che producono numeri interessanti e brucianti come comete sono un fenomeno cinematografico sempre più presente e intrigante nel mercato italiano. Se da una parte il panorama delle uscite evento ci offre titoli di ottima sostanza culturale (contenenti su arte, teatro, concerti e opera in diretta al cinema), dall’altra questi prodotti si pongono come criterio alternativo di dosaggio distributivo. In un futuro più prossimo di quanto crediamo questo modus operandi potrebbe rappresentare una delle chiavi di volta per il destino delle sale cinematografiche.

Il resto della classifica settimanale segna una new entry e due discese. Sherlock Gnomes è una commedia d’animazione tra l’investigativo e il fantasy rivolta ai piccoli che esordisce in classifica piazzandosi al 9° posto con 311mila euro d’incasso, ma il suo fine settimana è stato propulsivo avendo incassato soltanto domenica 177mila euro, piazzandosi quindi al 4° posto domenicale. Lo precede Il sole a mezzanotte. La scorsa settimana era al 4° posto, ma ora non supera l’8°, con 313mila euro incassati soltanto in questa settimana. Fanalino di coda è Tonya. Il grande biopic d’autore premiato con un Oscar e un Golden Globe, entrambi per la Miglior attrice non protagonista Allison Janney, sette giorni fa era al 6° posto. Ora è al 10° con l’incasso dell’ultima settimana di 294mila euro, mentre a livello mondiale le sue casse sono a un pelo da 30mln di dollari.

Le due sorprese della domenica, invece, non sono ancora riuscite a scalare la classifica settimanale ma i loro numeri sembrano un buon inizio. Si parla di The Happy Prince, regia biopic di Rupert Everett su Oscar Wilde in sala dal 12 aprile che domenica ha raggiunto il 10° giornaliero con 84mila euro, mentre The silent man, altra storia vera, però di spionaggio sul caso Watergate con Liam Neeson, occupa l’8° posto domenicale con 100mila euro d’incasso a fine weekend.

Box Office – Dal: 09/04/2018 Al: 15/04/2018

1RAMPAGE – FURIA ANIMALEUSAwarner bros italia s.p.a.€ 1.255.042200.877
2NELLA TANA DEI LUPI (DEN OF THIEVES)USAl. red/universal€ 793.727170.301
3IO SONO TEMPESTAITA01 distribution€ 790.505136.743
4READY PLAYER ONEUSAwarner bros italia s.p.a.€ 768.571169.373
5I SEGRETI DI WIND RIVER (WIND RIVER)USAeagle pictures s.p.a.€ 465.71492.438
6A QUIET PLACE – UN POSTO TRANQUILLOUSA20th century fox italia s.p.a.€ 463.406100.253
7VAN GOGH – TRA IL GRANO E IL CIELOITAnexo digital s.p.a.€ 417.27446.145
8IL SOLE A MEZZANOTTE – MIDNIGHT SUNUSAeagle pictures s.p.a.€ 313.07065.732
9SHERLOCK GNOMESUSA20th century fox italia s.p.a.€ 311.33053.987
10TONYA (I, TONYA)USAlucky red distrib.€ 294.34462.289

 

 

 

Gli italiani al cinema: arriva la tempesta Giallini

In arrivo nelle sale una nuova infornata di film italiani. Il 12 aprile come titoli italiani abbiamo una commedia, un docufiction e un thriller. Marco Giallini in Io sono Tempesta veste i completi costosi di Numa Tempesta, ricco affarista senza scrupoli e impenitente evasore condannato a un anno di servizi sociali in un centro di sostegno per chi non ha niente. Lo scontro ricchezza/povertà forse lo porterà a rivedere il suo modo di essere, ma anche il manipolo di poveri intorno a lui, capeggiato da Elio Germano, si lascerà contagiare. La generosità di un attore blasonato nel mescolarsi a un gruppo di attori e non attori dividendo con ognuno di loro il ruolo di co-protagonista sta tutta nella dicotomia io-noi suggerita in due dei tre atti. Così in questa salace commedia di Daniele Luchetti l’io è il ricco e il noi sono i poveri.

Ad arbitrare lo scontro tra i due mondi è un’integerrima operatrice sociale, Eleonora Danco, animata da rigore morale quanto da tutte le moderne insicurezze femminili proprie della mezza età. Giallini restituisce un personaggio tronfio, cinico e di una cattiveria comica irresistibile, come il padre in disgrazia interpretato da Germano, diviso tra un drappello di giovani prostitute dell’est che studiano psicologia e il suo manipolo di senzatetto. Si ride molto e bene con Io sono Tempesta. Sembra di stare di fronte a un nuovo, allungato e sviluppato episodio de I mostri di Dino Risi.

Da una comicità dirompente passiamo a un realismo più ruvido. Il cratere aveva esordito alla Settimana della Critica di Venezia lo scorso anno e vinto il Premio della Giuria al Tokyo Film Festival. Firmato da Silvia Luzi e Luca Bellino, ci porta in un anonimo hinterland napoletano per seguire un padre alla smodata ricerca del successo di sua figlia. Il sogno neomelodico d’incidere un disco, vincere un concorso o presenziare a eventi col suo canto palpitante traina una vita di stenti. La famigliola per sopravvivere vende pupazzetti in peluche tra feste di paese e giostrai. Ma soldi e fama musicali sono un incerto Godot.

La visione dei registi venuti dal documentario non tradisce le origini: Sharon Caroccia e il vero padre Rosario Caroccia interpretano una storia che dondola come un’altalena tra finzione e realtà. Però s’intersecano sensazioni di cose già viste in Reality di Garrone e Indivisibili di De Angelis, che pesano sull’originalità. Mentre il climax a metà film ne spezza l’arco narrativo. Finanziato anche da RAI Cinema, spinge sul rapporto drammaticamente grottesco tra padre e figlia puntando su psicodramma e primi piani, ma resta carente di ellissi temporali. Forse un minutaggio ridotto a mediometraggio e un montaggio avrebbero dato risultati migliori.

Da un dramma partenopeo ci spostiamo a Catania per lo psicothriller Transfert, opera prima di Massimiliano Russo. Un giovane psicanalista accetta in cura alcuni nuovi pazienti: due sorelle molto competitive e un giovane uomo apparentemente depresso. Da qui s’intrecceranno dei fili invisibili tessuti dai tre pazienti che destabilizzeranno completamente il loro analista. Il plot alla base del soggetto ha buona architettura narrativa ricca di colpi di scena, però viene sviluppata alla bell’e meglio con dialoghi discutibili e una recitazione generale non eccelsa. Invece se la cava Russo, che interpreta il misterioso depresso. La sua aria da uomo sospeso in una bolla è funzionale al personaggio.

La regia scandaglia con ogni inquadratura possibile sia Catania con totali interessanti, che gli interni, ricordando atmosfere polanskiane. Esempio di piccolo cinema italiano fai da te, Transfert inizia il suo percorso nelle sale siciliane dal 12 aprile, con l’ambizione di scalare a maggio quelle dello Stivale.

 

 

Box office: Albanese va Contromano

Il weekend cinematografico appena finito ha confermato al terzo posto Contromano di Antonio Albanese. La commedia, attualissima anche se un po’ scialba, ha mantenuto la posizione per tutta la settimana con un incasso dall’uscita di 667mila euro e 108mila spettatori. Ma iniziamo pure dalle ultime posizioni, con le altre commedie italiane che rincorrono la classifica a partire dal 10° posto.

Durante la settimana Una festa esagerata, farsa di costume orchestrata da Vincenzo Salemme prima in teatro e ora su grande schermo, ha attirato 59mila spettatori incassando 359mila euro. Tuttavia è uscita dalla top ten dell’ultimo weekend lasciando il posto a Io c’è, la satira di sui tic religiosi girata da Alessandro Aronadio. Meno riuscita forse questa mise en scene del regista siciliano, ma molto più strutturata e commerciale, del suo precedente Orecchie sia nella forma che nei contenuti, Io c’è segna una discesa domenicale al 10° posto, mentre sulla classifica settimanale resta arroccata al 7° con 452mila euro e 75mila presenze di pubblico. Nella giornata di ieri è emerso Succede. Piazzato al 9° posto domenicale, questo teen movie uscito il 5 aprile registra 75mila euro e 10mila spettatori. Prodotto rivolto a un pubblico adolescenziale e tratto dal romanzo della youtuber Sofia Viscardi, risulta privo di particolari ambizioni seppur distribuito da Warner Bros, ma potrebbe rivelarsi più avanti indicatore interessante sull’affluenza nelle sale dei giovanissimi. Fetta più polposa del mercato audiovisivo contesa tra cinema e TV online.

Dalla zona bassa della classifica settimanale sono avanzati domenica i due thriller I segreti di Wind River e A quiet Place, domenica rispettivamente al 4° e 5° posto. Tonya e Peter Rabbit invece, al 5° e 6° nella settimana, hanno sceso un gradino aggrappandosi al 6° e 7° posto nel weekend dopo rispettivamente 11 e 18 giorni di proiezione. Scende anche il melò Il sole a mezzanotte, con Bella Thorne e Patrick Schwarzenegger, figlio di Arnold ma coinvolto in un film di tutt’altro genere. La classifica settimanale lo ha piazzato al 4° posto con 651mila euro al box office e 99mila presenze, ma domenica ha ripiegato sull’ottava posizione con 95mila euro al botteghino e meno di 14mila spettatori.

In cima invece c’è stato il sorpasso del giorno. Nella tana dei lupi, action/thriller da proiettili e testosterone con Gerard Butler, ha conquistato il primo posto dopo la sua prima domenica nelle sale italiane, con 273mila euro d’incasso giornaliero contro i 225mila di Ready Player One. La cornucopia di icone nerd anni ’80 firmata Steven Spielberg resta comunque al comando della classifica settimanale superando il 1milione e 500mila euro  e sfiorando i 300mila spettatori.

Anche nel defaticamento dopo Pasqua è evidente lo strapotere americano con le sue major e alcuni nomi altisonanti, o di traino per i più giovani, ma il cinema italiano tiene duro. In questa settimana i titoli nostrani non erano esattamente delle bombe, soprattutto l’ultimo lavoro di Albanese, guardato da tutti con molta curiosità per i temi di accoglienza, razzismo, convivenza culturale, ma poi da molti con delusione a causa di un buonumore un po’ latitante e la mancata asciuttezza registica e narrativa.

Peccato invece registrare l’assenza nei 10 di Quanto basta, commedia gradevolissima distribuita da Eagle Pictures con un Vinicio Marchioni chef attaccabrighe e un Luigi Fedele rivelazione assoluta. La sua interpretazione di un ventenne autistico toglie letteralmente il fiato per un giovane attore da tenere assolutamente d’occhio: potrebbe fare molta strada. In settimana, dal 12 aprile, saranno in sala Marco Giallini e Elio Germano con l’altro titolo di 01 Distribution (il primo è proprio Contromano). Si tratta di Io sono Tempesta, e qualcosa dovrebbe cambiare.

Box Office 08/04/2018 

PosizioneFilmNazioneDistributoreIncassoPresenze
1NELLA TANA DEI LUPI (DEN OF THIEVES)USAlucky red/universal€ 273.08038.998
2READY PLAYER ONEUSAwarner bros italia s.p.a.€ 225.69232.436
3CONTROMANOITA01 distribution€ 120.33919.496
4I SEGRETI DI WIND RIVER (WIND RIVER)USAeagle pictures s.p.a.€ 113.37716.885
5A QUIET PLACE – UN POSTO TRANQUILLOUSA20th century fox italia s.p.a.€ 109.16915.442
6TONYA (I, TONYA)USAlucky red distrib.€ 102.72015.607
7PETER RABBITUSAwarner bros italia s.p.a.€ 95.85315.500
8IL SOLE A MEZZANOTTE – MIDNIGHT SUNUSAeagle pictures s.p.a.€ 95.12213.906
9SUCCEDEITAwarner bros italia s.p.a.€ 75.28010.575
10IO C’E’ITAvision distribution€ 65.91311.481